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venerdì 2 novembre 2012

gli europei alla scoperta di nuovi mondi




 
ROSSO: terre conosciute con precisione dagli Europei
GIALLO: terre conosciute dagli Europei in modo approssimativo e indiretto

1400



1700





Il primo protagonista delle grandi esplorazioni è il Portogallo che
per procurarsi spezie e oro cerca di circumnavigare l'Africa
Perché si cercano nuove strade per l'oriente?
L'importanza delle spezie
Pepe, cannella, noce moscata, chiodi di garo­fano: erano queste le spezie importate in Europa dall'Oriente. Per procurarsi questi prodotti gli Europei iniziarono i grandi viaggi, superando la paura dell'oceano. A noi può sembrare curioso che per un po' di pepe si sia aperta una nuova epoca storica! Le spezie invece avevano allora enorme importanza. Innanzitutto queste sostanze, insieme al sale, ser­vivano per conservare la carne che altrimenti si sarebbe deteriorata in poco tempo. Inoltre rap­presentavano il principale condimento per tutte le pietanze, probabilmente anche per mascherare il gusto di ali­menti non sempre freschissimi. Il commercio delle spezie offriva la possibilità di arricchirsi rapidamente. Infatti le spezie veni­vano vendute in Europa a prezzi molto alti, ma ai commercianti costavano poco. Si trattava inoltre di un prodotto comodo da commerciare perché erano leggere ed occupa­vano poco spazio nella stiva delle navi. Quindi con un solo carico e un solo viaggio si potevano raggiungere guadagni elevatissimi. Questo spiega perché le spezie fossero l'articolo più importante dei traffici con le popolazioni musulmane e fossero nel Quattrocento la base della potenza economica di Venezia. Portoghesi e Spagnoli avevano appunto inten­zione di trovare una via alternativa, totalmente marit­tima, di collegamento con l'Oriente per sottrarre a Venezia il commer­cio del­le spezie. 




Enrico il Navigatore
Nei primi decenni del Quattrocento i Portoghesi svi­lupparono una grande conoscenza della navigazione atlantica grazie alle iniziative di un principe, Enrico il Navigatore. Animato in un primo tempo dal desiderio di conoscere l'origine delle correnti atlantiche, egli ra­dunò in un castello sulle coste dell'oceano i migliori matematici e geografi del tempo (tra i quali alcuni Ara­bi ed Ebrei), invitandoli a studiare i problemi della na­vigazione atlantica. Le conoscenze così acquisite furo­no poi trasmesse ai piloti portoghesi che, agli ordini di Enrico, si dedicarono alla ricerca sistematica di nuove terre e rotte (così furono scoperte e occupate l'isola di Porto Santo, Madera, le Azzorre, ecc.). Queste nuove esperienze fecero crollare molti pregiu­dizi che si erano tramandati dall'antichità e dal Me­dioevo. Si pensava, per esempio, che la Terra verso l'equatore fosse inabitabile per il caldo e che il mare ribollisse facendo fondere la pece che univa i legni delle navi. Per questa ragione nessun marinaio aveva osato oltrepassare il capo più occidentale dell'Africa fino a quando un capitano portoghese, doppiandolo nel 1434, sfatò la leggenda e aprì la strada alla circumnavi­gazione di Vasco da Gama. Un'altra leggenda era stata smentita dalle nuove scoperte geografiche: molti dotti dell'antichità avevano creduto che nell'altro emisfero, al di là dell'equatore, non potessero esistere uomini per­ché avrebbero dovuto camminare con la testa all'ingiù.





Enrico il navigatore a Sagres raccoglie informazioni per affrontare la navigazione nell'Oceano. Le prime esplorazioni arrivano nelle Azzorre e nelle Canarie. 
 Le caravelle renderanno possibile la navigazione nell'oceano perché non necessitano di un equipaggio numeroso e quindi possono trasportare maggiori scorte di cibo.





Navi di oggi e navi di... Colombo



Anche i nuovi strumenti saranno determinanti








Grazie a Enrico, alle nuove imbarcazioni e ai nuovi strumenti i Portoghesi arrivano in India




Molte le ragioni che diedero
impulso alle scoperte geografiche






Colombo aveva letto la mappa di Toscanelli e si era convinto che attraversando il mare Tenebroso sarebbe arrivato alle Indie
Aveva sbagliato i calcoli e i Portoghesi si accorsero dell'errore e non sovvenzionarono Colombo
Gli Spagnoli decisero di fornire le imbarcazioni e i soldi a Colombo perchè:
- avevano concluso nel 1492 la Reconquista;
- volevano diffondere la fede in India;
- rischiavano poco ma potevano arricchirsi.



 Il mondo secondo Colombo
 















Il mondo com'è realmente
 











Perché la Spagna aveva finanziato le spedizioni?

- avevano concluso nel 1492 la Reconquista;

In Spagna contemporaneamente alle esplorazioni e sempre come conseguenza della Reconquista:

-      Vengono cacciati gli ebrei e gli arabi e si diffonde come elemento di coesione la “purezza di sangue” (la Spagna aveva bisogno di un elemento che accomunasse tutta la società che per lungo tempo era stata divisa)

Di conseguenza la società spagnola perde  la classe borghese e la società  rimane divisa in: aristocrazia, clero, cavalieri, contadini
Anche la Sicilia ne subisce le conseguenze, per i siciliani ci fu lo stesso trattamento già mostrato per arabi ed ebrei: i siciliani erano impuri, dovevano solo lavorare e pagare tasse.

Le esplorazioni:

Colombo:
-      parte il 3 agosto da Palos
-      dopo un viaggio che diviene via via più difficile il 12 ottobre sbarca nell’isola  battezza San Salvador oggi Watling
-      è convinto di essere nelle Indie e chiama gli uomini indios

Dopo il primo viaggio Colombo ne compie altri tre ma rimane convinto, pur avendo compreso che erano luoghi diversi dalle Indie di trovarsi a sud dell’Asia.
Nelle terre scoperte da Colombo non c’erano ricchezze e il povero navigatore dopo i primi entusiasmi morirà povero e dimenticato.

Sarà Amerigo Vespucci che viaggiava per conto del Portogallo che  nel 1502 capirà di essere in un nuovo continente che definirà nuovo mondo. Nel 1507 un geografo tedesco chiamerà il nuovo mondo proprio America,fino al XVIII secolo verrà chiamato Indie occidentali.

Altre esplorazioni del  Portogallo
Con Vasco da Gama, che nel 1497 arriverà a Calicut, il Portogallo diventerà  una potenza commerciale talmente forte da far tremare Venezia.
Contemporaneamente i portoghesi esplorarono con Pedro Alvaro Cabrall il Brasile.

Ferdinando Magellano un portoghese ebbe l’incarico dal re di Spagna di trovare un passaggio per superare il nuovo continente ed arrivare alle Indie da ovest. Partì nel 1519 e scese fino allo stretto che oggi si chiama di Magellano, arrivò all’oceano Pacifico e nel 1521 la sua flotta (lui era morto) approdò nelle Molucche, incontrando portoghesi che vi erano arrivati facendo il giro opposto, si dimostrò così che la terra era rotonda.
Anche Francia e Inghilterra si muovono per la conquista di nuovi territori:
-      la prima grazie agli italiani Giovanni e Sebastiano Caboto nel 1497-98, prende il Canada
-      la seconda conquista i territori della costa atlantica degli Stati Uniti.

Spagna e Portogallo si dividono il mondo nel 1494 con il trattato di Tordesillas. Viene tracciata una linea immaginaria, Raya, che da nord a sud stabilisce che tutte le terre a est saranno del Portogallo e a ovest della Spagna. La linea corrisponde al 50° meridiano che attraversa la Groenlandia e l’America meridionale in corrispondenza del Brasile.
Il Papa Alessandro VI ratificherà l’accordo con la promessa che tutti i popoli conquistati sarebbero stati convertiti alla religione cattolica


domenica 30 settembre 2012

Il Cantare del mio Cid: il più importante poema epico spagnolo.



Il poema del mio Cid  è il più importante poema epico spagnolo e, come  la Chanson de Roland, celebra la difesa della cristianità occidentale contro gli arabi invasori.
Ne è protagonista Rodrigo Diaz de Vivar, che è realmente vissuto e che è considerato un eroe nazionale per aver compiuto straordinarie imprese contro glia Arabi che occupavano la Spagna. Rodrigo Diaz conte di Bivar, meglio conosciuto con il nome di Cid  Campeador, nacque, intorno al 1040 d.C., a Bivar, un paesino vicino a Burgos nel regno di Castiglia. Proveniva da una famiglia della piccola nobiltà castigliana. Crebbe  alla corte del Re di Castiglia ed ebbe una buona educazione, come si addiceva ai figli della nobiltà. La leggenda vuole che al momento del suo battesimo un monaco gli regalasse il cavallo che poi lo accompagnò in tutte le sue avventure: il famoso Babieca.
Il nome El Cid Campeador gli venne attribuito più avanti. È composto da due parti: El Cid, nomignolo datogli dagli arabi e che significa "Il signore" in una lingua mista di spagnolo e arabo, Campeador, “il campione", invece, gli venne dato dagli spagnoli dopo le sue  vittorie. Questo soprannome, quindi, dimostra che il personaggio godeva del rispetto e dell'ammirazione sia tra gli spagnoli che tra gli arabi.
Come la Chanson de Roland è il poema della cristianità e delle gesta dei paladini in difesa della patria, questo è il poema della fedeltà assoluta al proprio re, che viene mantenuta nonostante le amarezze e le delusioni.
Il protagonista, Rodrigo Diaz de Bivar detto il Cid Campeador (signore del campo di battaglia), è un vassallo di re Alfonso VI di Castiglia che, all'età di quarant'anni circa, viene accusato ingiu­stamente di essersi appropriato di somme spettanti al re e viene esiliato dopo la confisca dei suoi beni. Il Cid incarna l'ideale del perfetto vassallo fedele e one­sto anche se umiliato. Messo al bando, compie imprese in nome del re, conquista castelli e territori e attira sempre nuovi seguaci. Si impadronisce della città di Valenza, creando un nuovo feudo cristiano, e a ogni nuova conquista invia doni al re chiedendone il perdono, che infine giunge. Il re stesso esorta Rodrigo Diaz a concedere la mano delle sue figlie a due principi eredi della grande casa feudale di Carriòn, che in realtà mirano soltanto alle ricchezze del Cid. Questi accontenta il re, anche se ritiene indegni i due futuri generi. Celebrato il matrimonio, i due infanti di Carriòn nel con­durre le spose nella propria terra le brutalizzano e le abbandona­no in un bosco, ritenendo disonorevole il matrimonio con le figlie di un esule. Ma il Cid si vendica chiedendo, di fronte all'assemblea dei grandi di Spagna, la restituzione del patri­monio consegnato ai generi. Il re concede giustizia e le figlie sposeranno in seguito i principi di Navarra e di Aragona e diventeranno regine.
Questa è la trama del poema. Le vicende sono storiche ma trasfigurate dalla fantasia popolare.
Anche di questo testo non si conosce con sicurezza l'autore; probabilmente si trattava di un cantore girovago vissuto nel XII secolo, cinquant’anni dopo la morte del Cid.
Tizona, la spada dell'eroe spagnolo è tuttora conservata a Madrid nel museo dell'esercito. Grande fama ha in Spagna anche il cavallo del Cid, Babieca, a cui sono stati dedicati monumenti e leggende.
Il Cantare del mio CId: il poema
Il poema del mio Cid è un poema epico formato da 3733 versi di un autore anonimo risalente al 1140, è considerato il primo documento letterario spagnolo perché scritto in antica lingua castigliana da cui deriva lo spagnolo moderno. Il manoscritto fu ritrovato soltanto alla fine del Settecento, privo delle prime pagine, recava la data del 1307 e il nome di Peter Abbat, un giullare o forse un copista.
Il poema narra fatti fondati sulla realtà storica, anche se ampiamente romanzati, e si compone di tre canzoni (cantares):la canzone dell’esilio (El cantar del destriero),la canzone delle nozze (El cantar de las bodas) e la canzone dell’oltraggio di Corpes (El cantar de la afrenta de corpes).
Nella prima parte Rodrigo Diaz (El Cid Campeador), vassallo del re, viene accusato da cortigiani maligni di essersi appropriato di una parte dei tributi dovuti dai mori ad Alfonso VI. Esiliato dal re,lascia la moglie Jimena e le figlie Elvira e Sol nel monastero di Gardena e vaga per la Spagna con un gruppo di amici fidati, compiendo imprese a danno dei mori fino alla riconquista di Valencia. Nella seconda parte le sue figlie vanno in spose agli infanti di Càrion, due uomini senza scrupoli, che, umiliati dal Cid durante una festa di corte, nella terza parte del poema, decidono di vendicarsi oltraggiando le loro spose e lasciandole in preda alle belve feroci. Le due donne vengono poi salvate da Felez Munoz nipote del Cid, il quale sfida i due infanti a duello e li uccide. Il poema si conclude con il Cid che riottiene le sue terre, mentre le figlie vanno in spose ad altri due infanti di più nobile carattere.
Il Cantare del mio CId: i temi fondamentali
Il Cantare del Cid celebra innanzi tutto le gesta eroiche dei combattenti della Reconquista.
Il poema permette, inoltre, di comprendere i valori morali, le virtù tipiche della società feudale di quel tempo come:
-         il senso dell’onore e della giustizia;
-         la fedeltà e la lealtà del cavaliere verso il proprio signore e il proprio sovrano;
-         la fede in Dio