lunedì 19 marzo 2012

L’EPICA CLASSICA


Epica (dal termine greco epos: parola, discorso, racconto) è la nar­razione poetica delle imprese gloriose, straordinarie di un popolo, dei suoi eroi, dei suoi dei.
Tutti i popoli antichi hanno sentito l'esigenza di tramandare ai posteri le memorie del proprio passato riguardanti le vicende della patria e le gesta gloriose degli eroi locali. Ogni civiltà, soprattutto all’inizio della sua storia, produce opere epiche, perché i popoli amano celebrare il proprio passato, legandolo a fatti o imprese memorabili, per esaltare l’importanza e la dignità della propria origine. Per questo la realtà dei fatti viene spesso trasformata dalla fantasia dei poeti e arricchita con elementi tratti dal mito
Questi canti di tipo epico, pur presentando una realtà spesso trasfi­gurata, idealizzata dalla fantasia poetica e popolare, rappresentano un vero e proprio «fatto culturale» in quanto rispecchiano gli ideali e i valori (religiosi, morali, civili, sociali, politici) dell'intero gruppo so­ciale o del popolo cui appartengono.
I canti celebrativi nei tempi antichi venivano trasmessi oralmente di generazione in generazione da poetì-cantori, detti «aèdi» o «rapsodi», che nelle corti, nelle piazze, nei villaggi e nelle città recitavano le loro composizioni accompagnandosi con strumenti musicali quali la cetra o la lira. Solo più tardi questi canti, che costituirono l'antichissi­ma tradizione epica popolare, si unificarono, per opera di grandi poeti, in veri e propri poemi come nel caso dell'Iliade e dell'Odissea, attribuiti a Omero.
Quando parliamo di «epica classica» ci riferiamo ai poemi epici del mondo classico, cioè greco e latino.
Gli aspetti essenziali di un poe­ma classico sono:
·         il carattere celebrativo della poesia: in tali poemi vengono infatti celebrate le imprese gloriose di eroi, esseri eccezionali di origine umana o divina o semidivina;
·         la presenza di tre parti fondamentali:
-           il proemio, ossia una premessa al racconto vero e proprio, conte­nente l'invocazione alla Musa ispiratrice e l'esposizione sintetica dell'argomento che verrà trattato nell'opera
-          lo svolgimento o narrazione dei fatti
-           la catarsi che si riferisce alla conclusione della vicenda
·         la presenza di un protagonista, ossia di un personaggio principa­le, dalle caratteristiche fisiche e morali ben delineate, che si distin­gue da tutti gli altri per la grandiosità delle sue azioni e dei suoi comportamenti. E il caso di Achille nell'Iliade di Ulisse nell'Odissea, di Enea nell'Eneide;
·          la presenza di un antagonista, ossia di un avversario, un perso­naggio di ostacolo, contro il quale il protagonista deve inevitabil­mente scontrarsi per affermare la propria superiorità e quindi cele­brare il proprio trionfo. Così Achille dovrà combattere contro Etto­re, Ulisse contro i Proci, Enea contro Turno; 
·          la presenza degli dei che giocano un ruolo determinante nelle vi­cende. Dominati da sentimenti e passioni umane, ora aiutano gli eroi, ora li ostacolano; ora impediscono che certi avvenimenti ac­cadano, ora invece ne favoriscono il compimento. 
 
L'epica greca
I più antichi capolavori epici della tradizio­ne greca e mediterranea sono l’Iliade e l'Odissea, due poemi (lunghi racconti in versi) che trattano vicende avvenute durante la guerra tra Greci e Troiani (XII sec. a. C.). L'Iliade racconta gli ultimi giorni della guerra che ha portato alla distruzione di Ilio (nome greco della città di Troia, nell'o­dierna Turchia); l'Odissea narra le peripe­zie dell'eroe greco Odissee (Ulisse), mentre ritorna alla sua patria, Itaca, dopo quel­la guerra. L’Iliade rappresenta l’ideale dell’azione, dell’entusiasmo guerriero, dell’accettazione della volontà divina; celebra il momento di massima espansione del popolo greco. L’Odissea rappresenta il momento di riflessione e di valutazione delle esperienze; celebra il momento di maturazione del popolo greco.
Entrambi i poemi sono attribuiti al poeta greco Omero, una figura leggendaria di cantore cieco vissuto, secondo alcuni, nel XII sec. a.C., secondo altri nel IX o nel VII sec. a.C. I due poemi sono da molti indi­cati come modello di perfezione e di ispirazione poetica. In essi, infatti, sono affrontati, con ricchezza di sentimenti, molti temi che interessali l'uomo contemporaneo: l'amore e l'odio, la famiglia e gli amici, la pace e la guerra, il sacrificio e la lotta, la patria e l'esilio, la vita e la morte, il desiderio di conoscere e i limiti della conoscenza, il sentimento religioso, il destino…

11 commenti:

  1. RIASSUNTO AVEVO DETTO!!

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  2. RIASSUNTOOOOOOOOOOOOOOO

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  3. riassunto no temaa

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  4. E il ruolo dell' anziano????

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  5. Oh basta lamentarti dovresti farlo da solo non guardare su internet!����

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    1. ma si state BUONI!

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    2. Ma lo dovresti fare tu non internet

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  6. è perfetto, grazie mille

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  7. Non sapete niente

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  8. è uguale anche al mio di libro. Che libro hai Nicholas Sembroni?

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